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Il D.M. 37/2008 – SICUREZZA IMPIANTI

Il d.m. 37/2008 relativo alla sicurezza degli impianti prevede l’obbligo da parte dell’installatore di rilasciare, al termine dei lavori, la dichiarazione di conformità, “previa effettuazione delle verifiche previste dalla normativa vigente”.

Questo obbligo era già previsto nella legge 46/90; il citato d.m. 37/2008 ora aggiunge che tali verifiche devono anche comprendere “quelle di funzionalità dell’impianto”.

L’effettuazione delle verifiche da parte dell’installatore è quindi un adempimento necessario per rispondere agli obblighi legislativi e allo stesso tempo qualificante in quanto permette di valutare l’adeguatezza dell’ impianto elettrico. Di questo l’installatore dà atto nella dichiarazione di conformità dove dichiara, tra l’altro, di aver “controllato l’impianto ai fini della sicurezza e della funzionalità con esito positivo, avendo eseguito le verifiche richieste dalle norme e dalle disposizioni di legge”.

Anche il d.p.r. 462/01 parla di verifiche. Come noto, questo decreto ha modificato il panorama delle verifiche di legge che prima erano di competenza dello Stato. Entrano ora in scena anche soggetti privati (organismi individuati dal Ministero delle attività produttive) che hanno la possibilità di effettuare le verifiche periodiche su incarico del datore di lavoro, in base alla periodicità prevista per il tipo di impianto. Ciò che emerge da questa legge è che gli impianti non possono essere messi in esercizio prima della verifica eseguita dall’Installatore.

 

LA VERIFICA PERIODICA

Quando richiesta, questa verifica deve essere eseguita per valutare la sicurezza delle persone e degli animali domestici contro i contatti elettrici e le ustioni e per valutare la protezione contro le conseguenze dell’incendio o del calore provocato da guasti nell’impianto. Inoltre la verifica periodica permette di rilevare eventuali danneggiamenti, deterioramenti o difetti dell’impianto tali da compromettere la sua sicurezza e il suo scostamento rispetto ai requisiti previsti dalla norma Cei 64-8.
La verifica periodica si articola in un esame a vista e alcune prove strumentali, comprendenti almeno la misura della resistenza di isolamento, prove di continuità dei conduttori di protezione, e la prova di corretto funzionamento dei dispositivi differenziali e dei dispositivi di controllo. Ove opportuno e/o possibile, le prove possono essere eseguite per campionamento. Deve inoltre essere verificato che le prescrizioni previste dalla norma Cei 64-8 per la protezione contro i contatti indiretti siano soddisfatte.
Che frequenza deve avere la verifica periodica? La norma dice che in alcuni casi la periodicità è stabilita da prescrizioni di carattere legislativo (il pensiero va senz’altro al d.p.r. 462/01), in altri casi l’intervallo può essere di alcuni anni (per esempio 4) ad eccezione di alcuni casi ove esista un maggior rischio elettrico. Per gli impianti negli edifici residenziali possono essere previsti intervalli di tempo maggiori (per esempio 10 anni), anche se la norma raccomanda, in caso di cambio della proprietà, una verifica dell’impianto elettrico.

Come per la verifica iniziale, anche per la verifica periodica, al termine delle operazioni, deve essere redatto un rapporto di verifica periodica. Questo documento deve indicare le parti dell’impianto oggetto della verifica, l’esito dell’esame a vista e delle prove strumentali svolte. Copia del rapporto deve essere consegnata al committente.


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